Una rete di sistemi IoT per la blockchain.

Si stima che ad oggi ci siano circa 10 miliardi di dispositivi connessi a Internet, ma nel prossimo futuro, vista la continua crescita del mercato dell’Internet of Things, questa cifra è destinata a triplicarsi.

L’infrastruttura di riferimento di questo ecosistema in cui reale e digitale si mescolano e creano ambienti sempre più smart, è rappresentata dalla Blockchain, applicazione chiave nel mondo IoT.

È stata definita la nuova generazione di Internet o l’Internet del Valore ed è per questo che la Blockchain è conosciuta principalmente per il monitoraggio e la protezione delle transazioni finanziarie. Tuttavia, le declinazioni e le definizioni del concetto di Blockchain sono molte, almeno tante quante sono le sue importanti caratteristiche. Si tratta di un paradigma che ridefinisce i concetti di decentralizzazione e partecipazione: è un database distribuito formato da un insieme di blocchi o nodi, collegati tra loro in modo tale che ogni singola transazione avviata sulle rete debba essere validata dalla rete stessa. Non c’è quindi un nodo centrale: la Blockchain è un Distributed Ledger con un’architettura peer-to-peer in cui ogni singolo nodo è in grado di avviare, completare, controllare e memorizzare una transazione. È quindi, in poche parole, un registro pubblico aperto a tutti, condiviso dai nodi di questa rete non gerarchizzata che possono fungere sia da client che da server.

Va da sé che tale network di dispositivi viva sulla base dei concetti di consenso e di fiducia: consenso perché l’autonomia dei singoli blocchi è subordinata al raggiungimento di un consenso sulle operazioni svolte e autorizzate; fiducia perché, non essendoci un nodo centrale, nessuno può prevalere sugli altri quindi la fiducia deve essere distribuita tra tutti i soggetti coinvolti.

La Blockchain è la rappresentazione digitale non solo del concetto di decentralizzazione, ma anche di trasparenza (le operazioni sono visibili a tutti i partecipanti), sicurezza (vengono utilizzati degli algoritmi crittografici e il timestamp per impedire all’operazione eseguita di essere modificata o eliminata) e immutabilità (la stessa informazione è memorizzata su tutti i nodi, mantenendo in archivio la storia di ogni singola operazione).

Da sempre la Blockchain è stata associata al digital currency, ai Bitcoin in particolare, ma gli ambiti applicativi possono essere ben diversi: in Italia viene utilizzata nel mondo delle finanze e delle banche, delle assicurazioni, della sanità, dell’Industry 4.0 e dell’IoT.

In particolare, nel complesso universo dell’Internet of Things, la tecnologia Blockchain sembra essere l’unica in grado di assicurare scalabilità, rispetto della privacy e affidabilità: traccia i collegamenti tra miliardi di dispositivi, elabora le transazioni prodotte e coordina i device fisici. L’abbinamento dell’IoT con la Blockchain rappresenta un passo importante per la digital transformation: insieme creano una rete di miliardi di oggetti interconnessi tra loro, tramite cui viaggiano quantità di informazioni potenzialmente infinite, eliminando i punti di guasto delle reti tradizionali e migliorando la resilienza dell’ecosistema di smart device. È proprio grazie al carattere sicuro e decentralizzato che la Blockchain è la tecnologia ideale per la comunicazione tra i vari nodi di una rete IoT: garantisce che gli scambi di dati avvengano in maniera semplice e veloce, eliminando la necessità di un server centrale.

Ora, in uno scenario variegato e in continua evoluzione come quello dell’IoT, la Blockchain rappresenta un vantaggio enorme, ma non è detto che non ci siano comunque dei difetti. In futuro, vista l’esponenziale crescita del numero di dispositivi e dei dati inviati e ricevuti, la capacità di elaborazione e quella di archiviazione potrebbero rappresentare un problema…