Smart building e building automation.

Come accade per un essere vivente, un’organizzazione funziona al meglio se basata su un sistema nervoso capace di distribuire istantaneamente le informazioni a tutti coloro che ne hanno bisogno.

Bill Gates

Dopo i concetti di smart city e smart home, ce n’è un altro che sta ormai diventando tanto familiare quanto concreto: quello di building automation. Molti penseranno prima di tutto alla domotica, che vede la casa come un ecosistema di dispositivi tra loro connessi, con cui poter comunicare facilmente tramite app e che garantiscono una miglior qualità della vita domestica. Una casa connessa, intelligente.

Ora, amplificando questo concetto, possiamo iniziare a capire cosa si intende per building automation e le sue concrete realizzazioni. Innanzitutto non è realistico pensare di riferirsi solo alle case, ma anche e soprattutto a edifici come uffici, aziende, alberghi, strutture sanitarie, scuole e via dicendo. Perché nella filosofia della smart city, le nuove tecnologie integrate e interconnesse sono finalizzate a migliorare la vita dei cittadini: dal risparmio energetico, alla gestione del traffico, al monitoraggio ambientale, alla gestione dello smaltimento dei rifiuti e così via. È proprio in una dimensione intermedia tra la singola casa e l’intera città, che si colloca lo smart building.

Un edificio smart è un edificio che ottimizza tutte le funzioni svolte al suo interno. E questo si concretizza tramite due parole chiave: automazione e interconnessione. Da un lato infatti, una gran quantità di funzioni vengono predisposte in modo tale da poter essere automatiche, dall’altro invece tutti i dispositivi devono essere connessi tra loro per dar vita ad un ecosistema più o meno esteso. In base al numero di impianti intelligenti di cui è composto un edificio e al livello di integrazione fra di essi, la struttura può essere caratterizzata da maggior o minor complessità. L’edificio smart si ha quando tutti i sistemi che lo compongono sono intelligenti anche presi singolarmente, quando il livello di complessità della struttura è quindi elevato, la gestione degli impianti avviene in maniera integrata e le prestazioni sono di alta qualità. Una definizione di smart building, per quanto possibile univoca, è stata proposta dal The National Institute of Building Sciences: uno smart building è un edificio in grado di fornire “funzionalità avanzate attraverso una rete intelligente di dispositivi elettronici progettati per monitorare e controllare l’impianto meccanico, elettrico, di illuminazione e altri sistemi”. Gli scopi ultimi sono quelli di migliorare la vivibilità, aumentare la sicurezza e il risparmio energetico.

Il sistema Bandwich si inserisce proprio in questo scenario per offrire soluzioni di sensoristica intelligente adatte a tante esigenze diverse e ai più disparati casi d’uso. Creare ecosistemi in cui l’insieme degli asset è facilmente gestibile e controllabile anche tramite app, comodamente dal proprio smartphone, è coerente con la visione degli smart building come edifici economicamente efficienti, che garantiscano la sostenibilità dei consumi e che possano fornire servizi ottimali.

Le idee sono molte e le loro applicazioni potenzialmente infinite, ma i punti chiave possono essere riassunti in tre concetti, come ha proposto l’Intelligent Building Report:

  1. entertainment, che comprende una gestione efficiente dei vari apparecchi multimediali;
  2. energy, il risparmio energetico è gestito in modo tale da essere sempre maggiore e garantire la riduzione di costi e consumi;
  3. security&safety, perché il controllo sarà maggiore anche nelle azioni di manutenzione e nei vari possibili interventi di gestione del rischio.

Il tutto in favore di un maggiore comfort che nasce dalla tendenza della tecnologia ad essere pensata sempre più in funzione dell’uomo e delle sue necessità. Basti pensare, ad esempio, che se prima i sensori servivano semplicemente a misurare temperatura, umidità e altri parametri ambientali, ora, grazie all’IoT, gli algoritmi intelligenti valutano le tendenze e riconoscono i modelli nei comportamenti o consumi degli utenti, consentendo così decisioni informate e strategie predittive. È così che si creano dei veri e propri organismi viventi collegati ad una rete grazie a dispositivi hardware tailor made e soluzioni software intelligenti. E per di più, a prova di futuro: facilmente integrabili con altri dispositivi, molto probabilmente anche con quelli non ancora esistenti.

Per costruire un edificio intelligente si ricorre ai sistemi BIM (Building Information Modeling): tramite la creazione di un “gemello digitale” è possibile valutare l’efficienza della struttura multisistema che si sta progettando ed evitare problemi ancor prima che si verifichino. L’elaborazione e lo studio del modello virtuale permettono poi, in un secondo momento, di procedere alla costruzione “reale”.

Visto e considerato inoltre che uno smart building è tale per la sua massima efficienza sotto tanti punti di vista, è di primaria importanza la questione del risparmio energetico. Ed è qui che entra in gioco il rivisitato concetto di BEMS (Building Energy Management System): piattaforme cloud che permettono un’automazione in tempo reale del monitoraggio automatico di illuminazione, HVAC, acqua, elettricità e così via oltre a far risparmiare in termini di costi, di rispetto ambientale, di inquinamento. In perfetta linea con i futuri edifici a “energia zero”.